Gamberemo

STORIA DEL GAMBEREMO

Nel 1992 si è pensato di organizzare una manifestazione che racchiudesse le tradizioni e le culture locali e che a parteciparvi fossero i giovani, patrimonio presente e futuro della città, coinvolgendo i rioni facenti capo alle cinque parrocchie di Giovinazzo.
Nasce così il palio cittadino, che si svolge su terra (“gambe”) e in mare (“remo”), da qui l’etimologia del suo nome: “Gamberemo

La gara fu ideata e progettata dall’allora assessore alla pubblica istruzione Andrea Brancato,

Brancato Anfrea

supportato dalla validissima collaborazione, dall’esperienza e dalla conoscenza storica del dott. Gianni Pansini, dalla convinta partecipazione del Centro Culturale «Paese Vecchio» e dagli amici Amoia Daniela, Aniello Vincenzo e Dino,Bavaro Angelo, Dangelico Antonio, Fumai Vito,

Fumai Vito

Guido Gianluca, Labellarte Rocco, Mastandrea Paolo, Mundo Lorenzo, Stallone Savio e Stufano Maria Rosaria. Credendo fortemente in questo progetto nel novembre del 1997 il gruppo di amici si costituirono in Associazione Culturale e Turistica denominata «TOURING JUVENATUIUM». La manifestazione fu subito accolta dall’allora Amministrazione Comunale dell’epoca che concesse il suo patrocinio e poi anche il patrocinio della Provincia di Bari di allora e della Regione Puglia.

L’evento si svolge in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Corsignano, patrona di Giovinazzo, onorata la domenica successiva al 19 agosto (giorno liturgico).

La gara del Palio, esaltante e ricca di colori, è divisa in 3 sezioni consecutive:
-la 1° fase ha luogo nella centrale piazza di Giovinazzo con partenza dinanzi al Palazzo di Città e consta di una serie di prove di velocità (corsa col remo, corsa con la boa), attrezzi necessari per la marineria;
la 2°fase, si svolge in mare nello specchio d’acqua del porticciolo e consiste in una emozionante ed estenuante regata fatta di forza e resistenza,  che aveva lo scopo di prelevare dal molo di levante, con l’ausilio di cinque barche a remi (gozzo) oppure kayak (a seconda delle disponibilità organizzative), la bandiera della propria squadra che verrà utilizzata nella fase successiva  come testimone;
-la 3°ed ultima fase è una tipica staffetta inframmezzata da due prove di agilità (gioco dei fiscoli e corsa col sacco), fase che richiama le tradizioni contadine, e si svolge nuovamente nella Piazza Vittorio  Emanuele II per concludersi sulla linea di arrivo (coincidente con quella di partenza).

Grazie alla disponibilità ed al preziosissimo studio della dottoressa Antonella Zannella, e consapevoli che la vita di ciascuno prende origini dal passato e che nel passato è dunque possibile trovare gli stimoli per il presente, si è andati alla ricerca di un simbolo che racchiudesse le tradizioni e l’economia del paese basata sull’agricoltura, l’artigianato, l’industria, la pesca e il turismo. Lo “stemma” dalla famiglia Paglia estinta nel 1668 ha ispirato quello che è diventato il simbolo di questa significativa gara. Lo stemma a croce greca lobata ha al suo interno tre stelle, simbolo della triade “Saggezza – Forza – Bellezza”; ciascuna stella ha sei punte (sovrapposizione di due triangoli equilateri, simboli della terra e della fecondità); al centro uno scudo con il leone rampante, simbolo della forza e della potenza della famiglia. Si è semplificato graficamente lo stemma per renderlo più adatto, sostituendo al leone rampante dello scudo i colori della bandiera di Giovinazzo: il bianco e il verde. È nata così la “formella in pietra”, abilmente lavorata e creata dalle mani del Sig. Bonvino Vincenzo.